Chi siamo
Un'antica tradizione familiare
Ci sono famiglie che tramandano un mestiere come si tramanda un cognome, altre che lo fanno come si passa una fiamma: con rispetto, silenzio e senso del dovere.
Filippo Polistena è cresciuto così, in una casa dove il lavoro non era solo lavoro, ma un gesto antico, quasi sacro.
Fin da giovane ha imparato che accompagnare qualcuno nell’ultimo viaggio non è un servizio qualunque. È una responsabilità che chiede discrezione, mani ferme e parole misurate. Filippo osservava, ascoltava, imparava. E mentre il tempo cambiava tutto intorno, lui ha scelto di restare fedele a un’idea precisa: fare bene, senza clamore.
La sua è sempre stata una presenza silenziosa ma costante. Non cercava riflettori, non amava le frasi grandi. Preferiva i fatti: arrivare per tempo, sistemare ogni dettaglio, rassicurare una famiglia con uno sguardo più che con mille parole.
Chi lo ha conosciuto sa che Filippo lavorava come si vive: con serietà, rispetto e una dignità che non aveva bisogno di essere dichiarata.
Nel corso degli anni ha portato avanti il suo cammino con passo proprio, costruendo una professionalità fatta di esperienza diretta, di notti insonni, di pioggia e di sole, di strade percorse in silenzio. Ha visto il dolore da vicino, tante volte, e ha imparato che l’unico modo per affrontarlo è non aggiungerne altro.
Per Filippo, questo mestiere non è mai stato solo una tradizione da difendere, ma una scelta personale, rinnovata ogni giorno. Una promessa tacita fatta a chi resta: esserci, sempre, nel momento in cui tutto il resto sembra mancare.
E così il suo nome continua a camminare, legato a uno stile preciso: sobrio, corretto, umano. Perché alcune storie non hanno bisogno di essere gridate. Basta che siano vere.


Filippo Polistena
1844
Le radici di questa attività affondano nella seconda metà dell’Ottocento, in un tempo in cui il mestiere non aveva ancora un nome preciso, ma era fatto di mani esperte e di senso del dovere. Intorno al 1860, Filippo Polistena, nato nel 1844, lavorava a Monteleone — l’attuale Vibo Valentia — come artigiano del legno e cocchiere. Realizzava personalmente le casse funebri e si occupava del trasporto dei defunti, unendo abilità manuale e affidabilità in un servizio allora essenziale per la comunità.

Domenico Polistena
1874
Con il passare degli anni, quel sapere pratico non andò disperso. Domenico Polistena, nato nel 1874, raccolse l’eredità professionale, continuando a svolgere lo stesso lavoro con competenza: falegnameria, preparazione delle bare e conduzione dei carri funebri restarono al centro di un’attività che si tramandava più per esempio che per parole.

Filippo Polistena
1914
Un cambio importante arrivò nel Novecento con Filippo Polistena, classe 1914, che seppe leggere i mutamenti della società e ampliare l’organizzazione dei servizi. Accanto alle funzioni tradizionali, introdusse nuovi aspetti operativi: dalla gestione dei manifesti all’allestimento delle camere ardenti, dai trasporti svolti in autonomia ai servizi floreali, rendendo l’impresa sempre più strutturata e indipendente.

Domenico Polistena
1945
Negli anni successivi, Domenico Polistena (1945) accompagnò l’attività verso una dimensione più moderna, adottando strumenti tecnologici allora innovativi, come l’informatizzazione della gestione e della stampa, senza mai perdere il legame con una tradizione costruita nel tempo.

Filippo Polistena
1976
Oggi la continuità di questo percorso è affidata a Filippo Polistena, nato nel 1976, che ha assunto la guida dell’impresa nel 2000. Sotto la sua direzione, l’azienda opera con un’impostazione completa e organizzata, occupandosi di ogni fase: dalla preparazione della salma alle pratiche amministrative, fino all’organizzazione dell’intero servizio funebre.
L’attività è operativa a Vibo Valentia e su tutto il territorio nazionale, garantendo assistenza continuativa alle famiglie, giorno e notte. Una storia che attraversa oltre un secolo e mezzo, mantenendo come punto fermo la serietà del servizio e il rispetto per le persone.
La sede operativa si trova in Viale Giacomo Matteotti, 59 – Vibo Valentia.
Filippo non si limita ai servizi funebri tradizionali. Negli ultimi anni ha sviluppato in Italia un ambito molto particolare e poco diffuso: la crioconservazione dei corpi dopo la morte legale. Collabora con strutture internazionali, come l’azienda russa KrioRus, una delle poche realtà al mondo che effettua la conservazione in azoto liquido a basse temperature.
Attraverso la sua impresa, Filippo organizza il trattamento iniziale della salma, il mantenimento a temperature molto basse con ghiaccio secco e il trasporto fino alle strutture di conservazione vere e proprie. Corriere della Sera
Questo servizio è pensato come alternativa alla sepoltura o alla cremazione, offrendo la possibilità (per chi lo desidera) di essere conservato nella speranza di un futuro risveglio o di studi scientifici legati alla ricerca biomedica. Zoom 24
In pratica, la sua azienda funge da intermediario specializzato nella gestione burocratica, tecnica e logistica di un processo ancora raro in Italia, ma in crescita.