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Esistono tradizioni rituali che affondano le radici in un passato antichissimo e che rivestono un significato molto profondo. 

Tra questi "U Cunsulu" - talvolta detto anche "Ricunsulu o Riculsolo", si spiega con la necessità di preparare i pasti quotidiani per i familiari del defunto poichè questi, colpiti dal lutto, tralasciano le naturali incombenze a causa dell'evento irripetibile della dipartita.


Una tradizione nella quale si colgono segni ancestrali che sono stati tralasciati, abbandonati, dimenticati nell'età contemporanea, caratterizzata da una diffusa indifferenza per il tema della morte. 

Quali sono questi segni così importanti? 

La solidarietà e l'effettiva partecipazione in un momento di dolore: non ci limitava alla presenza ma a un sostegno tangibile, a un impegno affettuoso capace di rammentare, nello stesso tempo, il momento tragico che interrompe l'imponderabile segreto dell'esserci e la necessità, altrettanto sentita, di richiamare la continuità dell'esistenza e la volontà di riprendere i percorsi di vita conservando il valore incessante del ri-cordo: in senso etimologico, il "riportare al cuore" la figura del defunto.


Ecco l'importanza di recuperare la tradizione rituale de "U Cunsulu".

In quest'ottica, l'impresa Polistena Onoranze Funebri ha avviato un nuovo servizio per consentire a parenti e amici di allestire, a casa dei familiari, un banchetto funebre, ciascuno facendo recapitare o preparare - attraverso un "catering" - alimenti e piatti di vario genere (per la prima colazione, il pranzo o la cena) restituendo così ai rapporti sociali quei valori di affetto e di compassione che caratterizzano la vita di una reale comunità.

"U Cunsulu"

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